Abitare, serve più collaborazione tra pubblico e privato. Ecco come cambierà il modo di vivere le città nei prossimi anni
Abitare, serve più collaborazione tra pubblico e privato. Ecco come cambierà il modo di vivere le città nei prossimi anni
Il futuro di città e territori torna al centro del dibattito all’evento l’Italia che Abiteremo, organizzato da Remind l’8 luglio a Roma nella Sala Biblioteca di Palazzo Inail. È un momento di profonda trasformazione sia del contesto urbano che, in generale, del modo di abitare delle persone. Così l’incontro è diventato l’occasione per fare il punto sui settori dell’immobiliare allargato, delle infrastrutture e della mobilità.
Anche perché le sfide all’orizzonte sono diverse e vanno dalla sostenibilità ambientale all’innovazione tecnologica, dalla sicurezza integrata alla qualità della vita. Per vincerle servirà una collaborazione sempre più sinergica tra istituzioni e imprese, in modo da favorire la condivisione di esperienze, competenze e progettualità orientate a soluzioni innovative e concretamente realizzabili.
Crisafi: serve un patrimonio condiviso di conoscenze
«Oggi più che mai è necessario mettere a fattor comune le buone pratiche creando un patrimonio condiviso di conoscenze che possa supportare le amministrazioni pubbliche e gli operatori nella definizione di interventi efficaci, replicabili e sostenibili», spiega Paolo Crisafi, presidente di Remind. «Solo rafforzando il dialogo tra pubblico e privato sarà possibile definire e attuare politiche industriali immobiliari e infrastrutturali per territori e città più resilienti, sicure e orientate al benessere dei cittadini dove vivono, operano e transitano».
Gli ospiti
All’evento hanno partecipato anche diversi esponenti politici. Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha ribadito la necessità di attrarre investimenti privati grazie alle risorse pubbliche. Il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ha posto invece l’attenzione sul Piano Casa, pensato per affrontare una delle emergenze sociali più rilevanti degli ultimi anni: l’accesso all’abitazione.
L’approccio del governo in materia è stato ricordato da Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio. L’obiettivo è coniugare politiche abitative, sostenibilità energetica, qualità dei servizi e sicurezza per tutelare il risparmio delle famiglie e migliorare le condizioni dell’abitare. Così l’esecutivo ha stanziato di 975 milioni per recuperare e riqualificare il patrimonio immobiliare, in modo da aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili.
Da Bruxelles infine Irene Tinagli, presidente della Commissione Speciale sulla Crisi degli Alloggi nell’Ue del Parlamento Europeo, ha sottolineato come il tema dell’abitare sia diventato una priorità delle istituzioni comunitarie. «È ormai un problema che sta creando criticità sociali ed economiche, oltre che di coesione territoriale», spiega l’eurodeputata del Pd. «L’Ue può intervenire e sta facendo un grande lavoro per dare risposte all’emergenza abitativa».


