Articolo Il Sole 24 Ore

«Dialogo pubblico-privato per vincere la sfida di innovazione, crescita e sostenibilità»

«Dialogo pubblico-privato per vincere la sfida di innovazione, crescita e sostenibilità»

Published On: 19 Ottobre 2026

Il confronto sulla competitività tra Governo, istituzioni europee, imprese e rappresentanti dei settori produttivi al Forum di Remind

Innovazione tecnologica, sostenibilità, competitività industriale e nuove politiche per l’abitare. Sono questi i principali temi emersi dal Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità 2026, promosso da Remind, l’Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione, ieri presso la Sala Europa di Palazzo delle Generali a Roma. Un confronto tra Governo, istituzioni europee, imprese e rappresentanti dei settori produttivi, dedicato alle condizioni necessarie per rafforzare la competitività del sistema economico italiano, con particolare attenzione agli investimenti, alla transizione energetica e digitale e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Il Governo: sostenere lo slancio del Pnrr avanti con investimenti e ricerca

Tre le voci dei ministri che hanno delineato alcune delle principali direttrici delle politiche nazionali per l’innovazione e la competitività. Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha richiamato i risultati del Pnrr e la necessità di rendere permanenti le innovazioni introdotte nella pubblica amministrazione: la sfida, dopo un Piano che ha mobilitato 194,4 miliardi di euro, contribuendo alla modernizzazione delle infrastrutture, alla digitalizzazione e alla riduzione dei divari territoriali – sarà consolidare le riforme, semplificare i procedimenti amministrativi e favorire nuovi investimenti privati.

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha posto l’accento sul rapporto tra transizione tecnologica, sicurezza energetica e competitività manifatturiera. «Un Paese manifatturiero come l’Italia cresce soltanto se innova, e l’innovazione dura nel tempo soltanto se è sostenibile nell’accezione più ampia», ha affermato Urso, richiamando il nuovo Piano Transizione 5.0 e le politiche per la diversificazione energetica. Il ministro ha riferito che, dal 12 giugno, sono state trasmesse oltre 22mila prenotazioni, corrispondenti a quasi 7 miliardi di euro di investimenti.

Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha sottolineato il ruolo strategico della formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico per rafforzare la capacità innovativa della Nazione. Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione del capitale umano, all’attrazione dei talenti e al collegamento tra università, imprese e sistema sanitario.

Fausta Bergamotto, sottosegretario al Mimit, ha evidenziato come innovazione e sostenibilità costituiscano due componenti inscindibili dello sviluppo economico e sottolineato la necessità di governare le trasformazioni tecnologiche, coniugando gli obiettivi ambientali con la tutela della competitività delle imprese. Una prospettiva fondata sulla neutralità tecnologica, il rafforzamento delle filiere strategiche e la riduzione delle dipendenze industriali ed energetiche.

Innovazione e sostenibilità

Ad aprire il confronto, il presidente di Remind, Paolo Crisafi, che ha sottolineato la necessità di superare la tradizionale separazione tra innovazione e sostenibilità. «Oggi l’innovazione e la sostenibilità non sono più due tematiche parallele, sono lo stesso obiettivo nazionale», ha dichiarato, evidenziando il ruolo strategico delle infrastrutture digitali, della sicurezza dei dati e dell’economia circolare. «Dobbiamo trasformare la crescita del mercato digitale in crescita della Nazione, mettendo al centro sempre la persona, la sua conoscenza e la sua coscienza».

Sovranità digitale

«La sovranità digitale e finanziaria europea – ha sottolineato nel suo intervento Fabrizio Burlando, amministratore delegato e dg di Bancomat – non si costruisce sostituendo le capacità dei singoli Paesi, ma mettendole in connessione: deve essere la somma delle sovranità nazionali e della loro capacità di collaborare. Nei pagamenti significa disporre di infrastrutture nazionali ed europee solide e sicure e garantite la loro interoperabilità totale per raggiungere una scala adeguata».

Piano Casa e rigenerazione urbana

Tra i temi affrontati nel corso del Forum, particolare attenzione è stata dedicata alle politiche abitative e alla rigenerazione del patrimonio immobiliare, con la partecipazione di Felice Squitieri, commissario straordinario per il Piano Casa. Il confronto ha posto al centro il rapporto tra fabbisogno abitativo, disponibilità del patrimonio immobiliare esistente e capacità di mobilitare investimenti per la riqualificazione degli edifici e dei territori. La questione abitativa rappresenta infatti una delle dimensioni più concrete della sostenibilità economica e sociale, con ricadute sull’accessibilità degli alloggi, sulla mobilità dei lavoratori, sull’attrattività dei territori e sulla qualità della vita. In questa prospettiva, il Piano Casa costituisce un terreno di confronto tra amministrazioni pubbliche, operatori immobiliari, imprese e sistema finanziario, chiamati a individuare strumenti capaci di favorire la realizzazione e il recupero di abitazioni, anche attraverso la valorizzazione degli immobili esistenti.

Infrastrutture, sicurezza e innovazione: la sfida della rete autostradale

La modernizzazione delle infrastrutture rappresenta un altro elemento centrale per la competitività del sistema Paese. Sul tema è intervenuto Antonino Turicchi, Presidente di Autostrade per l’Italia, che ha richiamato il ruolo strategico della rete autostradale per la mobilità, la coesione territoriale e lo sviluppo economico. Al centro dell’intervento, la necessità di un programma continuo di ammodernamento e manutenzione delle infrastrutture, chiamate a confrontarsi con l’invecchiamento della rete, l’evoluzione della mobilità e gli effetti dei cambiamenti climatici.In questo scenario, sicurezza, innovazione tecnologica e sostenibilità costituiscono dimensioni strettamente connesse. La digitalizzazione e i sistemi avanzati di monitoraggio possono contribuire a migliorare la capacità di prevenire e gestire i rischi, favorendo una manutenzione sempre più predittiva e una maggiore efficienza operativa.

La collaborazione pubblico-privato come leva per gli investimenti

Il Forum ha infine evidenziato la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e investitori per trasformare le opportunità offerte dall’innovazione in progetti concreti. Dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione alla transizione energetica, dalla ricerca scientifica alla rigenerazione immobiliare, emerge l’esigenza di una strategia capace di integrare programmazione pubblica, capitali privati e competenze industriali.

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