Dalla sostenibilità all’innovazione: le opportunità per l’Italia
Dalla sostenibilità all’innovazione: le opportunità per l’Italia

Al Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità di Remind, il confronto tra rappresentanti del governo, delle istituzioni europee, delle amministrazioni pubbliche e delle principali realtà imprenditoriali italiane.
Innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, sicurezza delle infrastrutture e competitività del sistema produttivo i temi al centro del Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità, promosso da Remind. L’iniziativa ha riunito rappresentanti del governo, delle istituzioni europee, delle amministrazioni pubbliche e delle principali realtà imprenditoriali italiane per un confronto sulle trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali e sul ruolo della collaborazione tra pubblico e privato. «Oggi l’innovazione e la sostenibilità non sono più due tematiche parallele, sono lo stesso obiettivo nazionale», ha dichiarato introducendo i lavori Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce e Presidente di Remind. «Il digitale è una forza industriale, una leva geopolitica, un fattore dirimente per la qualità dei servizi, la produttività delle imprese e la capacità dello Stato di proteggere dati, reti e funzioni essenziali». Crisafi ha sottolineato che anche l’economia circolare costituisce una componente fondamentale della competitività italiana. «Il riciclo è la nostra grande miniera strategica».
Dal PNRR alla Transizione 5.0
Nel suo messaggio, Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha richiamato i risultati del Piano nazionale di ripresa e resilienza e la necessità di rendere permanenti le innovazioni introdotte nella pubblica amministrazione. Il Ministro ha ricordato la dotazione complessiva di 194,4 miliardi di euro del PNRR, sottolineando l’importanza di un metodo di lavoro fondato su obiettivi definiti, tempi certi, semplificazione amministrativa e collaborazione con il sistema produttivo. «La competitività non si costruisce soltanto riducendo i costi, ma aumentando la produttività e la qualità attraverso l’innovazione, la ricerca e una politica industriale capace di guardare a lungo termine», ha affermato Foti.
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha invece posto l’accento sul rapporto tra innovazione industriale, sostenibilità e sicurezza energetica. «Un Paese manifatturiero come l’Italia cresce soltanto se innova, e l’innovazione dura nel tempo soltanto se è sostenibile nell’accezione più ampia», ha dichiarato. Urso ha illustrato le prospettive del Piano Transizione 5.0, indicando l’intenzione del Governo di prorogarne l’operatività anche al 2029. Secondo i dati richiamati dal Ministro, dal 12 giugno sono state trasmesse oltre 22mila prenotazioni, corrispondenti a quasi 7 miliardi di euro di investimenti.
Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, ha richiamato il ruolo strategico della formazione e della ricerca nella costruzione del capitale umano, con particolare attenzione al settore sanitario. Bernini ha evidenziato la necessità di creare condizioni che consentano ai giovani ricercatori e professionisti di sviluppare in Italia competenze, carriere e percorsi di innovazione, valorizzando gli investimenti del PNRR, i partenariati pubblico-privati e gli strumenti per l’attrazione dei talenti.
Fausta Bergamotto, sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha evidenziato come innovazione e sostenibilità rappresentino due direttrici fondamentali per la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano. «Oggi innovazione e sostenibilità non sono scelte indipendenti, ma le due componenti fondamentali e inscindibili dello sviluppo moderno», ha dichiarato Bergamotto, sottolineando il ruolo delle nuove tecnologie nella trasformazione dei processi industriali, delle infrastrutture, della mobilità e dei servizi ai cittadini.
Infrastrutture e mobilità: innovazione, sicurezza e sostenibilità
Sul futuro della mobilità è intervenuto Tommaso Tanzilli, presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che ha sottolineato il ruolo strategico dei trasporti e della logistica integrata per la crescita economica e la coesione territoriale: «La mobilità sostenibile e la logistica integrata sono leve strategiche per la crescita, la competitività e la coesione del Paese».
La competitività internazionale delle imprese italiane è stata al centro dell’intervento di Vittorio de Pedys, presidente di SIMEST, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che ha ricordato come il peso dell’export sull’economia italiana sia cresciuto negli ultimi decenni, passando da circa il 15% al 34% del PIL. «La sfida oggi è trasformare questo potenziale in ulteriore crescita, favorendo investimenti in innovazione, tecnologia e infrastrutture, e creando le condizioni affinché le PMI italiane possano crescere dimensionalmente e competere a livello globale», ha affermato.
La sicurezza delle infrastrutture finanziarie e l’autonomia tecnologica europea sono state al centro dell’intervento di Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat, per cui «la sovranità digitale e finanziaria europea non si costruisce sostituendo le capacità dei singoli Paesi, ma mettendole in connessione: deve essere la somma delle sovranità nazionali e della loro capacità di collaborare».
Sanità: intelligenza artificiale e formazione per innovare le cure
Tra i temi affrontati al Forum anche la trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale, con particolare attenzione alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, dalla simulazione avanzata e dalla digitalizzazione dei servizi.
Patrizia Angelotti, amministratore delegato di Accurate, Gruppo Digit’ED, ha sottolineato il valore della formazione come strumento per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria. «La competitività di un Paese si misura anche dalla capacità di proteggere la salute delle persone. In sanità, innovare significa trasformare conoscenze e tecnologie in competenze concrete, capaci di migliorare la qualità delle cure e ridurre il rischio clinico.. Investire sul capitale umano in sanità non è soltanto una scelta sociale: è una leva strategica di produttività, sostenibilità e fiducia nel sistema sanitario», ha aggiunto.
Sulla trasformazione dell’assistenza sanitaria è intervenuto anche Angelo Tanese, direttore generale di Agenas, evidenziando la necessità di superare un modello centrato esclusivamente sul singolo episodio di cura. «La promozione della salute, la prevenzione e la continuità assistenziale nei percorsi di cura devono diventare i principi guida di un sistema capace di integrare in un’unica rete ospedale e territorio».
Il ruolo dell’Europa e la collaborazione pubblico-privato
Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha evidenziato l’importanza di rafforzare la competitività e l’autonomia strategica dell’Unione europea: «Nel contesto geopolitico di guerra ibrida e conflitti non esiste un’alternativa a rafforzare l’Unità europea», ha dichiarato Corazza, richiamando la necessità di maggiori investimenti europei in innovazione e sostenibilità.


