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Mario Orabona Senior Analyst Sace all’Italian Investment Council by Remind: “L’Italia seconda potenza manifatturiera d’Europa”.

Mario Orabona Senior Analyst Sace all’Italian Investment Council by Remind: “L’Italia seconda potenza manifatturiera d’Europa”.

Published On: 3 March 2026

Roma, Febbraio 2026 – Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.

L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Mario Orabona Senior Analyst Sace: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. In questo quadro globale attraversato da quattro grandi transizioni (energetica, tecnologica, demografica e geopolitica) in cui velocità e repentini cambi di direzione hanno stravolto i paradigmi del passato, l’industria manifatturiera italiana ha mostrato una formidabile tenuta. A differenza di molte altre economie avanzate, l’Italia – terza economia UE e ottava al mondo per PIL nominale – è riuscita a rimanere una potenza industriale, difendendo non solo il proprio modello produttivo ma diventando la seconda potenza manifatturiera d’Europa (dopo la Germania) e ottava al mondo. Il settore manifatturiero ha, infatti, conservato quote di occupati e valore aggiunto sul PIL tra i più elevati nell’UE e nell’OCSE, con un sistema industriale in grado di generare circa il 15% del PIL nazionale – quota che supera un terzo se si considera anche l’indotto – e oltre il 60% della produzione complessiva.

Questo enorme risultato è causalmente riconducibile a quattro caratteristiche strutturali del sistema produttivo nazionale: specializzazione manifatturiera, diversificazione della base produttiva, capacità di rapido adattamento alle esigenze dei mercati e vocazione all’export.

Partendo da quest’ultimo aspetto, è da rilevare che le esportazioni rappresentano sempre più una quota significativa del PIL (storicamente tra il 30% ed il 40%) e costituiscono uno dei principali driver dell’attività produttiva (quasi metà della produzione industriale è destinata all’export), grazie alle oltre 120mila imprese esportatrici che impiegano circa 4,3 milioni di addetti. Le dinamiche di export sono quindi centrali per comprendere la traiettoria di crescita del Paese, soprattutto in un quadro di stagnazione della domanda interna.”

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