Fabrizio Candoni Presidente Gruppo Wegreenit all’Italian Investment Council by Remind: “Transizione energetica come leva strategica per rafforzare la competitività del Paese”.
Fabrizio Candoni Presidente Gruppo Wegreenit all’Italian Investment Council by Remind: “Transizione energetica come leva strategica per rafforzare la competitività del Paese”.

Roma, Febbraio 2026 – Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.
L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.
Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Fabrizio Candoni Presidente Gruppo Wegreenit: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. In un momento storico come quello attuale, segnato da instabilità geopolitica, volatilità dei prezzi energetici e crescente incertezza economica, la transizione energetica assume un ruolo centrale non solo come risposta climatica, ma come leva strategica per rafforzare la competitività del Paese e attrarre investimenti di lungo periodo.
In questo modo anche l’Italia può attrarre capitali, attivare filiere industriali e generare crescita sostenibile, trasformando la transizione in un vero motore di sviluppo.
L’efficientamento energetico del patrimonio pubblico residenziale è uno degli ambiti più rilevanti in cui la transizione energetica può produrre benefici strutturali, economici e sociali. Intervenire sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) significa ridurre in modo duraturo la spesa energetica delle famiglie più esposte alla volatilità dei prezzi, contrastare la povertà energetica e migliorare la qualità dell’abitare, con effetti positivi anche sulla coesione sociale.
Oltre il 60% degli edifici ERP risale a prima degli anni ’80 e presenta classi energetiche prevalentemente G o F, con dispersioni termiche fino al 40% e costi di gestione elevati. Il 55% degli immobili non è adeguatamente isolato e circa il 70% utilizza caldaie a gas a bassa efficienza. In Italia 4,2 milioni di persone vivono in alloggi ERP spesso dotati di impianti obsoleti e privi di sistemi di controllo avanzati. Interventi mirati di riqualificazione potrebbero ridurre i consumi del 30–50%, generando risparmi stimati tra 2 e 3 miliardi di euro l’anno. Nonostante la consistenza del patrimonio ERP sia paragonabile a quella di altri Paesi europei, la gestione appare ancora arretrata e poco orientata alla sostenibilità. Le risorse per manutenzione e rinnovo sono insufficienti e manca una visione di lungo periodo che consideri questi immobili come un asset da valorizzare, innescando un circolo vizioso di inefficienza, degrado e inadeguatezza dell’offerta abitativa”.
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