Alessandro Grimaldi Ceo Armonia Sgr all’Italian Investment Council by Remind: “È fondamentale tradurre il potere economico in forza politica”.
Alessandro Grimaldi Ceo Armonia Sgr all’Italian Investment Council by Remind: “È fondamentale tradurre il potere economico in forza politica”.

Roma, Febbraio 2026 – Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.
L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.
Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Alessandro Grimaldi Ceo Armonia Sgr: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’UE, il suo peso storico, economico e culturale deve spingerla a fare di più: ovvero smetterla di subirla e iniziare a guidarla. La seconda presidenza Trump ha avviato con velocità un nuovo ordine mondiale che vede l’Europa stretta tra gli Stati Uniti, Cina e Russia. Fine del multilateralismo, almeno come lo conoscevamo, avvio di una nuova e possibile spartizione geografica a tre, con reciproche sfere d’influenza, lasciando all’Europa un ruolo passivo se non addirittura subalterno. In questo contesto è necessario adoperarsi per recuperare il tempo perduto per dare all’UE una leadership e non solo ruoli di mediazione. A tal fine è fondamentale tradurre il forte potere economico in forza politica, per farlo bisogna rendere le istituzioni europee più efficienti, riducendo i veti che bloccano le decisioni per proporre visioni unitarie di lungo periodo.
L’Italia ha competenze vere: è la seconda manifattura del continente, dispone di un tessuto industriale di PMI che è un modello per molte economie europee. In settori quali: meccanica, aerospazio, agroalimentare e design vanta eccellenze mondiali in grado di competere con chiunque. L’UE è forte economicamente, ma politicamente e strategicamente non riesce ad essere altrettanto efficace e risolutiva.
L’integrazione europea è costruita su una volontà comune, su un beneficio diffuso e non sulla coercizione, più difficile da realizzare compiutamente ma sicuramente preferibile perché attuata su un sostanziale principio paritario.”
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