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Angelo Spena Presidente Gme all’Italian Investment Council by Remind: “Il Piano nazionale di ristrutturazione degli immobili dovrà indicare strumenti per raggiungere gli obiettivi”.

Angelo Spena Presidente Gme all’Italian Investment Council by Remind: “Il Piano nazionale di ristrutturazione degli immobili dovrà indicare strumenti per raggiungere gli obiettivi”.

Published On: 3 Marzo 2026

Roma, Febbraio 2026 – Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.

L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Angelo Spena Presidente Gme: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council.

E’ ormai imminente, a decorrere dal primo semestre del 2026, il recepimento e la conseguente pianificazione delle attività previste dalla Direttiva EPBD sulla edilizia sostenibile. Il richiesto Piano nazionale di ristrutturazione degli immobili, oltre a contenere il censimento del patrimonio pubblico e privato esistente, dovrà indicare priorità, tipologie, agevolazioni, strumenti per raggiungere gli obiettivi. È ormai consolidato nella letteratura tecnica e scientifica il fatto che il consumo energetico degli edifici, a parità di fattori d’uso e di caratteri edilizi, sia ineludibilmente dipendente dalle caratteristiche climatiche dei territori: e che pertanto tale fattore climatico divenga sempre più dominante via via che si agisce – con isolamento ed efficientamento – su tutti gli altri fattori invece tecnicamente modificabili. Purtroppo la normativa europea si è consolidata in un ambito geografico centro-continentale, le cui caratteristiche climatiche sono nettamente diverse da quelle mediterranee. Detta problematicità è a sua volta ulteriormente acuita dalle differenze – in termini sia di latitudine che di altitudine – dei siti urbani italiani: dalle zone costiere del Sud, a quelle montane del Nord. Nel centro-nord Europa la condizione non solo più severa, ma anche più durevole, è di tipo invernale; al contrario in Italia è più frequentemente – se non unicamente, vedi sud e isole fino a latitudini più basse di quelle nord-africane – di tipo estivo o al più intermedia”.

 

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