Gabriele Scicolone Consigliere Delegato Remind e Amministratore Delegato Artelia Italia all’Italian Investment Council by Remind: “Stop al diritto di prelazione nei PPP; l’Italia chiede all’UE di reinserire lo strumento nelle nuove direttive”.
Gabriele Scicolone Consigliere Delegato Remind e Amministratore Delegato Artelia Italia all’Italian Investment Council by Remind: “Stop al diritto di prelazione nei PPP; l’Italia chiede all’UE di reinserire lo strumento nelle nuove direttive”.

Roma, Febbraio 2026 – Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.
L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.
Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Gabriele Scicolone Consigliere Delegato Remind e Amministratore Delegato Artelia Italia “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. Un tema di particolare attualità e rilievo nel quadro della possibilità del settore privato di contribuire in modo significativo agli investimenti pubblici è quello degli effetti della recente sentenza della corte di giustizia C 810/24 che cancella il diritto di prelazione nelle iniziative private di PPP. Si tratta dello strumento che ha fin qui permesso di proporre alle pubbliche amministrazioni iniziative di investimento strutturate) che utilizzano finanziamenti privati (ad esempio gli studentati per le università di cui oggi si è detto o le stesse case per le forze dell’ordine anche mediante riqualificazione del patrimonio esistente) oggi azzerato dalla decisione citata. Per recuperarlo occorre che questo strumento «tutto italiano» perché non ha riscontro in Europa (per questo commissione e Corte di Giustizia lo osteggiano) venga introdotto nel testo delle nuove direttive di settore in corso di elaborazione a Bruxelles, in modo che diventando patrimonio comune vengano meno tutte le obiezioni fin qui sollevate”.
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