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Gianluca Attura Cofondatore e Chief Information Officer Cybance all’Italian Investment Council by Remind: “Proteggere le PMI significa proteggere l’economia della Nazione”.

Gianluca Attura Cofondatore e Chief Information Officer Cybance all’Italian Investment Council by Remind: “Proteggere le PMI significa proteggere l’economia della Nazione”.

Published On: 3 Marzo 2026

Roma, Febbraio 2026 – Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.

L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Gianluca Attura Cofondatore e Chief Information Officer Cybance: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. La cyber security viene spesso raccontata come qualcosa di estremamente complesso e quasi spaventoso. In realtà è, prima di tutto, una questione di ordine, di attenzione e di buon senso. Il problema vero riguarda soprattutto le piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore del sistema produttivo italiano: circa cinque milioni di realtà che spesso non hanno strumenti, competenze o risorse per proteggersi adeguatamente. Secondo alcune rilevazioni, una PMI su quattro è convinta che, in caso di attacco informatico grave, non riuscirebbe più a ripartire. Questo ci dice quanto il tema sia serio e quanto servano soluzioni concrete, non solo allarmi. La difficoltà principale è che la cyber security viene percepita come troppo complicata e troppo costosa. Molte aziende ci dicono chiaramente: possiamo permetterci o una polizza assicurativa o una protezione tecnologica, ma non entrambe. Da qui nasce l’idea su cui abbiamo lavorato negli ultimi due anni: integrare in un unico strumento assicurazione, software di protezione e un servizio continuativo di monitoraggio globale e proattivo delle minacce, con analisi e gestione degli eventi di sicurezza attivo 24 ore su 24. Non solo prevenzione quindi, ma anche capacità di rilevare tempestivamente comportamenti anomali e intervenire prima che un incidente diventi un danno economico rilevante.

Abbiamo messo insieme alcune delle migliori tecnologie disponibili, un presidio operativo dedicato alla supervisione e risposta agli incidenti informatici e un sistema di copertura assicurativa completo, con l’obiettivo di offrire alle imprese una soluzione semplice: costare meno, proteggere di più e permettere agli imprenditori di concentrarsi sul proprio lavoro. Il punto centrale non è fare terrorismo informatico, ma garantire continuità aziendale. In Italia, secondo i dati europei, circa il 10% degli attacchi cyber mondiali colpisce la nostra Nazione. Non perché siamo più importanti degli altri, ma perché siamo percepiti come più vulnerabili, soprattutto a causa della struttura del nostro sistema produttivo fatto di piccole imprese. Gli hacker colpiscono dove è più facile entrare. Se vogliamo cambiare questa situazione dobbiamo rendere la sicurezza accessibile, semplice e integrata. Proteggere le PMI significa proteggere l’economia della Nazione nel suo complesso”.

 

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