Stefano Vecchi Amministratore Delegato Banca Investis all’Italian Investment Council by Remind: “La competizione internazionale sta entrando in una nuova fase”.
Stefano Vecchi Amministratore Delegato Banca Investis all’Italian Investment Council by Remind: “La competizione internazionale sta entrando in una nuova fase”.

Roma, Febbraio 2026 – Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.
L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.
Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Stefano Vecchi Amministratore Delegato Banca Investis: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. La competizione internazionale sta entrando in una nuova fase, in cui stabilità, sicurezza e autonomia strategica diventano determinanti tanto quanto produttività e innovazione. Le tensioni geopolitiche, la fragilità delle catene globali del valore e la dipendenza da tecnologie critiche prodotte all’estero hanno reso evidente la necessità di ridefinire i criteri di “investimento”. Stabilità, sicurezza e autonomia strategica sono diventati fattori determinanti tanto quanto produttività e innovazione.
In questo scenario, la competitività dell’Italia passa attraverso una visione integrata: sostenere lo sviluppo delle imprese, rafforzare le infrastrutture critiche e promuovere investimenti che uniscano rendimento finanziario, impatto industriale e sicurezza. La sicurezza: fisica, digitale, energetica, industriale, non è più un tema settoriale, o un costo di conformità: è diventata un fattore di rendimento nel lungo periodo.
Il contributo degli asset alternativi è centrale in questa transizione. Private capital, private debt, infrastrutture e real asset stanno diventando strumenti determinanti per accompagnare la crescita delle aziende e per finanziare progetti che richiedono orizzonti temporali ampi e capitali stabili. In Italia, dove il tessuto produttivo è ricco di competenze ma spesso sottodimensionato, questi strumenti rappresentano un motore essenziale per sostenere processi di crescita, aggregazione, modernizzazione tecnologica e scalabilità internazionale”.
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